E' stato arrestato Andrea Rizzotti, incensurato di 56 anni, l'uomo che ha sparato tra la gente fuori all'Università di Catania, con l'obiettivo di colpire esclusivamente Maurizio Gravino. Invece, i proiettili hanno colpito anche Laura Salafia, una studentessa che si trovava fuori l'Ateneo, e che aveva da poco sostenuto un esame. Andrea Rizzotto è stato individuato grazie ai filmati della videosorveglianza. A seguito della cattura, l'uomo avrebbe anche confessato il fatto.
IL FATTO. Nella confessione, Andrea RizzottI, ha dichiarato di aver agito per legittima difesa. Infatti, l'uomo non ne poteva più dei reiterati insulti da parte di Maurizio Gravino. Secondo la ricostruzione del Rizzotto, il Gravina, che aveva avuto una relazione con una sua parente, passava tutti i giorni nei pressi del distributore di carburanti e lo insultava sempre allo stesso modo: alzava il mignolo e l'indice della mano in segno di "corna". Ieri è successa la stessa cosa. Ennesima provocazione, ma questa volta il RizzottI si infuria e, vedendo il Gravina estrarre la pistola, fa anch'egli lo stesso esplodendo numerosi colpi d'arma da fuoco. Dopo l'accaduto, Andrea Rizzotto si è nascosto in una sua villetta al mare ma, appena accortosi che le Forze dell'Ordine fossero sulle sue tracce, si è costituito alla Polizia.
"Notizia bellissima". Così commenta il fidanzato della giovane ragazza colpita involontariamente durante l'agguato. Il ragazzo, evidentemente turbato, dichiara: "Ha anche confessato? Bene, allora il processo non si deve tenere in un aula di Giustizia, ma nel bel mezzo di una piazza. E i giurati devono essere gli studenti universitari". Intanto, gli inquirenti hanno escluso la pista del movente mafioso. Quello di ieri è stato un episodio di criminalità comune, per niente legato a fatti di criminalità organizzata.